AUTONOMIA, DIARIO DAL “KONVENT”. “Pech gehabt!”

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Scuola bilingue? non se ne parla. Proporzionale, residenza? Nemmeno per sogno. Migranti? Per carità. Dichiarazione etnica? Giù le mani. Quando la Convenzione parla di convivenza, si schiera l’esercito dei “Signornò”.

Venerdì 24 febbraio. La seduta è dedicata alla “Tutela delle minoranze”, che per me significa: quale convivenza? Davanti a ogni partecipante alla Convenzione la segreteria ha messo due documenti: uno presentato da me (che ha anche un titolo: “Per un’autonomia più moderna ed europea”) e l’altro da Laura Polonioli, vicepresidente, giurista e rappresentante del comune di Bolzano. I documenti sono simili, anche se scritti con diverso stile. Altri non ce ne sono. Dunque si discute di questi.

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Porcate

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Ecco come la giunta provinciale ha ridotto gli immigrati a cittadini di serie B. Prima le graduatorie separate per alloggi e sussidio casa, poi la delibera di luglio che riduce le risorse disponibili a un terzo di quelle cui avrebbero pieno diritto. Nella delibera della vergogna anche la matematica è manipolata. Risultato: da ottobre nessuno riceverà più nulla. Così la Provincia scarica l’emergenza sociale sui Comuni. A Bolzano aumentate del 50% le richieste di sussidi sociali, picchi del 70% a Don Bosco e Oltrisarco. Una porcata al quadrato.

Il 20 luglio 2009 la giunta ha approvato la delibera nr. 1885 che fissa le “quote” di risorse dell’edilizia pubblica da destinarsi nell’anno 2009 ai cittadini immigrati extra Unione Europea e agli apolidi, inseriti per la prima volta in graduatorie separate e contingentate grazie alle legge approvata alla fine della scorsa legislatura.

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Inferno

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73 morti in mare, una barca di disperati alla deriva per 20 giorni mentre altre barche passano e fanno finta di non vedere, cadaveri avvistati ma non raccolti “perché non nelle nostre acque territoriali”. Questo è accaduto, non solo questa, ma 1000 volte. La vita e la morte non contano più nulla, solo le leggi di un mostruoso Leviatano che ci divorerà. Stiamo scendendo i gradini che portano l’umanità nell’inferno.

Anime salve

“Sono state giornate furibonde, senza atti d’amore…”  dice Fabrizio de André. E’ proprio vero. E allora serve una pausa per rigenerarsi.

Vi lascio per un po’ di tempo con questo regalo: un bellissmo video presentato da uno studente di 18 anni alla maturità. Finché ci sono ragazzi così delicati e intelligenti, c’è speranza.

Un video sulla libertà, la democrazia e l’uguaglianza. Con le note di Fabrizio, di cui quest’anno ricorrevano i 10 anni dalla morte (meravigliosa e commovente la mostra di Genova). Erano anche i 40 anni dal concerto di Woodstock. Questo per dire che al mondo non esiste solo Andreas Hofer.

Delle  due canzoni che fanno da colonna sonora trovate i testi qui sotto. A presto.

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Giro di vite anti-stranieri

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Giunta provinciale: dalla promessa di una legge sull’integrazione all’annuncio di misure di esclusione.

 

La Giunta provinciale aveva promesso una legge organica per l’integrazione degli immigrati entro questa legislatura. L’assessorato competente ha lavorato due anni, la legge è già pronta da tempo ma la Giunta ha deciso che rimarrà per sempre nel cassetto, inutilizzata.

Al suo posto, arrivano ora, condite da ipocrite dichiarazioni “buoniste”, una serie di misure che in realtà rispondono a un’unica filosofia: gli immigrati sono una minaccia, va data la precedenza ai locali.

Con questi annunci la Giunta dà ragione a quei partiti che da mesi soffiano sul fuoco della xenofobia. Il Presidente Durnwalder si illude di togliere spazio alla destra: semmai spinge la gente a rivolgersi all’originale piuttosto che alla sua tardiva imitazione.

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Caccia al Rom

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Mi piacerebbe dire che tutto è cominciato con la vittoria di Berlusconi.

 

Ma ho ancora negli occhi le vergognose immagini della “caccia al rumeno” scatenata dopo la morte di Giovanna Reggiani a Roma. Gli sgomberi di massa ordinati da un governo di centro sinistra (Prodi) e da un sindaco di centrosinistra (Veltroni), le immagini in Tv dei baraccati accucciati l’uno accanto all’altro sorvegliati dai poliziotti, le file i rumeni in fuga ai valichi di frontiera. Lì si è rotto il tabù, anche per la sinistra.

 

La colpa di un singolo che viene estesa a tutti i suoi simili per razza, lingua o religione (proprio il rovescio dell’articolo 3 della Costituzione). E ora la diga dei diritti è rotta. La caccia allo zingaro a Ponticelli per mano della camorra – anche questo dovevamo vedere. La criminalità organizzata che controlla e “ripulisce” il territorio così come le gente vuole. Addio stato di diritto, l’Italia sta tornando a prima di Beccaria (1764).

 

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