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alto adige“Egregio Garante,

invio questa ”Segnalazione urgente con richiesta di intervento” su un fatto reso noto oggi dai giornali della provincia di Bolzano: il Comune ha consegnato a due gruppi politici (Svp ed An) gli elenchi nominativi dei bambini e delle bambine iscritti agli asili di Bolzano.

Tali gruppi li hanno richiesti al fine dichiarato di accertare - sulla base di criteri arbitrari come il nome e cognome - l’appartenenza etnico-linguistica degli alunni dei suddetti asili.

Gli elenchi sono stati consegnati senza alcuna informazione e/o autorizzazione da parte dei genitori interessati.

A parere del sottoscritto ciò può configurare una grave violazione delle norme poste a tutela dei dati sensibili, con l’aggravante che ci sono di mezzo minori ben individuabili nominativamente.

Chiedo dunque l’intervento urgente del Garante”.

 

Sono le ore 17,30 del 10 maggio 2008. Ho appena inviato questa e-mail con allegata segnalazione (la trovi qui).

Credo che non ci si possa abituare a tutto. Credo che, in una terra dove vivono insieme più gruppi linguistici, fatti come questi siano puro veleno nella convivenza. Credo che la consegna degli elenchi sia gravemente lesiva dei diritti di bambine e bambini. Credo che sia una mostruosità pretendere di stilare catasti etnici sulla base di metodi arbitrari come i cognomi o altro.

 

Chiedo che tutti facciano un passo indietro. Ci sono norme precise che consentono di verificare se un bambino ha o meno difficoltà linguistiche nella scuola che frequenta e di risolvere queste difficoltà insieme con i suoi genitori. Ci sono procedure precise affidate all’autonomia della scuola.

Basta con questa guerra etnica sulla pelle delle bambine e dei bambini.

strage innocenti

Adesso basta. Questa danza della guerra intorno agli asili inscenata dalla Svp bolzanina non può essere più tollerata.

Con la proposta di test linguistici obbligatori sui bambini, per impedire che gli italiani si iscrivano alle scuole tedesche, non solo la Svp erge intorno agli asili mura che sono cadute da tempo; non solo viola il diritto costituzionale alla libera iscrizione; non solo umilia i bambini e li espone a persecutori test all’età di tre anni. Non solo questo, già abbastanza grave.

 

Ancora più grave è il fatto che un gruppetto di politici si metta a giocare con l’appartenenza linguistica, anzi la supposta (da chi? sulla base di quali dati e documenti?  forniti da chi?) appartenenza linguistica di minorenni, come tali doppiamente difesi da leggi sulla privacy e codice penale.

Vorrei invitare la Svp bolzanina a smetterla di giocare col fuoco: prima o poi potrebbe bruciarsi le dita.

 

Che agli asili (tedeschi come italiani) ci siano da anni “iscrizioni incrociate” non è una novità. Moltissime famiglie desiderano un’educazione plurilingue per i propri figli e non trovano miglior mezzo che il “bilinguismo fai da te”, a volte fortunato, a volte meno, ma sempre accompagnato da un impegno grande e un sincero amore per i propri figli e per questa terra così ricca di possibilità.

La Svp bolzanina cerca di cancellare questo legittimo desiderio di bilinguismo e così getta dalla finestra un’enorme e preziosa risorsa, su cui dovrebbe essere fondato il nostro comune futuro.

 

La buona politica deve invece fare largo al bilinguismo. E questo, a breve, significa attrezzare le scuole che hanno un’utenza plurilingue a valorizzare questa ricchezza, offrendo loro più mezzi, più insegnanti, più sostegno. Questo come soluzione immediata.

La soluzione definitiva si chiama invece scuola bilingue, come offerta aggiuntiva e  volontaria da offrire innanzitutto alle centinaia di figli e figlie di famiglie mistilingue e con loro ai tanti che si sentono pronti a una formazione plurilingue.

 

Vengo all’ultimo punto. Credo che l’aspetto più grave di questa campagna della Svp sugli asili sia il fatto che un gruppo di persone si metta a fare illazioni sull’appartenenza linguistica di bambini di tre anni, dei nostri bambini e bambine di tre, quattro, cinque anni.

Leggo sul quotidiano “Dolomiten” di oggi che per compilare la sua anagrafe etnica degli asili “il gruppo Svp ha messo con attenzione sotto la lente di ingrandimento le iscrizioni degli ultimi anni” (Cito: “Die SVP-Fraktion nahm daraufhin die Einschreibungen der vergangenen Jahre genauer unter die Lupe“).

Se ciò fosse vero (e non è la prima volta che viene scritto) sarebbe gravissimo. Forse sarebbe addirittura una notizia di reato.

 

I dati che riguardano l’appartenenza etnica e linguistica sono infatti dati sensibili tutelati dal codice penale, dalla legge sulla privacy e da altre norme, come il decreto legislativo 286/98 contro le discriminazioni che all’articolo 43 recita:

“Costituisce discriminazione ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose e che abbia l’effetto di compromettere il godimento in condizioni di parità dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica”.

La protezione della privacy e le norme antidiscriminazione sono ancora più severe se in gioco ci sono minorenni, con l’aggravante che in questo caso l’appartenenza linguistica dei bambini sarebbe supposta sulla base di illazioni arbitrarie non si sa di che genere.

Ricordo anche che l’articolo 323 del codice penale punisce chiunque ricopra una pubblica funzione e utilizzi atti (in questo caso liste di bambini iscritti) per scopi non consentiti dalla legge.

Questo per dire quanto gravi siano le notizie che da qualche tempo, con superficialità e irresponsabilità, vengono fatte rimbalzare sulla stampa.

Giù le mani dagli asili, giù le mani dai nostri figli!

  

APPROFONDIMENTO GIURIDICO: impossibili test linguistici negli asili. Che cosa dice la norma di attuazione e perché la proposta Svp è illegittima. Tutto spiegato nel mio commento nr. 4 nella sezione degli interventi

 

(Ps: prendo l’immagine della strage degli innocenti dal blog SegnaVia del mio amico Gabriele, che ringrazio per aver ripreso il tema)

napolitano a bz

“Signor Presidente, so che ha letto la nostra lettera sul Tunnel del Brennero…”.

Napolitano si aspettava da un pezzo la domanda: “L’ho letta – risponde il Presidente della Repubblica – e l’ho trovata molto garbata. Esprime preoccupazioni condivisibili”.

Sono quasi le due e mezzo di lunedì 28 aprile, il pranzo a Palazzo Ducale è appena finito.

Poco prima, un alto funzionario del Quirinale mi ha detto che il Presidente ha esaminato la lettera (qui il testo in italiano e tedesco) sull’aereo, soffermandosi su ogni passaggio e commentando.

 “Le nostre preoccupazioni, signor Presidente, sono le preoccupazioni di tanta parte della popolazione” insisto io, mentre Napolitano mi si ferma vicino: “Bene, allora, mi dica”.

Io dico che il Tunnel rischia di restare una cattedrale nel deserto, che due milioni di tir sull’A22 li abbiamo oggi, che l’inquinamento è un attentato quotidiano alla salute della gente e che dunque la soluzione deve arrivare oggi e non tra decine d’anni (forse).

“Mi rendo benissimo conto – risponde il Presidente – ma quali sono le vostre proposte?”

 

Io cito subito i pedaggi: “Quelli sul Brennero sono i più bassi d’Europa, Presidente, se venissero portati a livelli svizzeri non avremmo più quel 30% del transito che fa un tragitto più lungo solo perché al Brennero si viaggia a prezzi stracciati”.

“Su questo Lei ha perfettamente ragione – mi risponde il Presidente della Repubblica – ma qui serve una politica europea. Spero che nella prossima Commissione europea l’Italia ottenga il commissario ai trasporti, così potremo spingere nella direzione che Lei dice”.

“Il fatto è, Presidente – insisto io – che a tutt’oggi non abbiamo una politica di riduzione dei trasporti. Anche in Svizzera stanno costruendo due tunnel di base, ma lì prima è arrivata una politica coerente che fa diminuire il transito su gomma anno dopo anno. Da noi si invece si punta tutto sulle infrastrutture e una politica seria non si vede”.

Napolitano crede nel Tunnel, ma sa di essere il Presidente anche di chi dissente. Io avanzo ulteriori dubbi sui finanziamenti che non ci sono, sui costi che cresceranno, sui tempi che si allungheranno. Faccio l’esempio del tunnel di Fleres: 7 anni previsti, 17 anni effettivi. Lui ascolta, assicura che farà di tutto perché così non sia.

Luis Durnwalder, a un metro da noi, non interviene, cosa che considero già un miracolo.

 

Attendendo Napolitano, infatti, le battute tra me e il Landeshauptmann erano state di tutt’altro tono.

“Voi siete contrari – mi aveva apostrofato davanti ai consiglieri del Quirinale – solo perché noi siamo favorevoli!”.

“No, noi siamo contrari – gli avevo risposto –perché in queste condizioni l’opera non ha senso”.

E lui: “Ah, secondo te noi spendiamo 6 miliardi senza senso?”

Beh, sussurro, non sarebbe la prima volta.

“So che non viene alla cerimonia al cantiere” mi dice salutandomi il commissario del governo Fulvio Testi. “Infatti non ci sarò - gli rispondo - anche un presidente del Consiglio provinciale ha diritto a una sua silenziosa forma di protesta”.

 

Forum sul futuro dei Verdi del Sudtirolo

Tra il voto di aprile e quello di ottobre: critiche, analisi, proposte

dolomiten tischler

NEWS! Gli ultimi interventi arrivati:

Patrick Kofler (Oew Brixen - Helios, Agentur für audiovisuelle Kommunikation)

Zu den Rahmenbedingungen hinzu kommt wohl auch die sich breit machende wirtschaftliche Katerstimmung, ob gerechtfertigt oder nicht. Grüne Themen sind Luxus Themen. Wenn es wirtschaftlich eng wird, gehen die Menschen zu ihren Wurzeln zurück.

Brigitte Foppa (Landesbeirat der Eltern für die deutsche Schule)

Se un popolo si muove verso destra, un partito di sinistra lo deve seguire, vendendo una buona parte della propria anima? O deve continuare a lanciare messaggi limpidi e sinceri col rischio grosso di cadere nel (quasi) vuoto?

Francesco Comina (giornalista, Pax Christi)

I Verdi hanno una marcia in più, quella di essere un partito interetnico capace di immergersi nel cuore vero della nostra società che è la vita delle identità in movimento. Hanno alle spalle la lezione di Langer

NEI COMMENTI: Francesco Palermo (Università Verona – Eurac Bolzano), Siegfried Baur (Università Bolzano), Giorgio Mezzalira (storico, editorialista), Marco Boato (ex parlamentare verde), Arnold Tribus (Neue Südtiroler Tageszeitung), Silvia Forti (geologa, Legambiente), Michil Costa (Union Generela di Ladins dles Dolomites), Anna Donati (ex senatrice verde), Luca Fazzi (Università di Trento). E altri sono in arrivo…

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CHIEDERSI PERCHE’ 

Perdere più della metà dei voti non è uno scherzo, a sei mesi dalle elezioni provinciali. E’ vero che a ottobre si gioca tutta un’altra partita, perché un conto è votare Veltroni per farlo governare al posto di Berlusconi, un altro è votare Tommasini, Bizzo e Cavagna per farli governare con la Svp. E un conto è un arcobaleno dell’ultimo minuto, un altro la colomba di Alexander Langer. Tutto vero. Però…

L’elettorato sudtirolese si è preso la sua libertà, non vota più per fedeltà etnica. Splendido. Ma ecco il paradosso: stavolta il libero voto non ha premiato i Verdi. Se era di centrosinistra, è andato al Pd. Se era di protesta, ai Freiheitlichen .

 A ottobre i Verdi-Grüne-Verc si presentano per un Sudtirolo aperto, democratico, plurilingue, equo ed ecologico. Benissimo. Ma non è scontato che chi vuol punire la “casta” non continui a votare Freiheitlichen, che chi vuol impedire che la Svp apra la prossima giunta provinciale ai berlusconiani non torni a votare Pd, che chi vuole fermare lo scivolamento a destra della Sammelpartei non accorra in soccorso degli Arbeitnehmer.

 Dunque la domanda: perché a ottobre è utile (tornare a) votare per i Verdi-Grüne-Verc? Ho chiesto ad alcune persone che ci guardano con critico affetto di aiutarci a rispondere a questa domanda. Pubblico le risposte su questo blog via via che arrivano e invito tutti a partecipare alla discussione.

 

Vedi anche: l’analisi di Franco Bernard (portavoce dei Verdi)

tunnel di base

Il Tunnel di Base del Brennero non è finanziato, né si sa come finanziarlo. A dirlo è la Corte dei Conti Federale austriaca, che da Vienna critica aspramente la società incaricata del progetto, la BBT-SE.

I costi del solo tunnel, stimati nel 2003 a 4,5 miliardi di euro, furono nel 2007 rivisti a 6 miliardi, che diventano 9 miliardi con gli interessi sul finanziamento (cifra che aveva fatto già anni fa l’allora ministro dei trasporti austriaco Hubert Gorbach).

Come trovarli, non si sa (privati interessati non se ne vedono, la Germania si è defilata, Austria e Italia non navigano nell’oro). In queste condizioni – avverte la Corte - è azzardato mettersi a scavare il cunicolo pilota (costo: 430 milioni) quando non c’è alcuna certezza sul tunnel.

Ma quanto costerà tutta l’opera, tratte d’accesso da Monaco a Verona comprese?

Il quotidiano “Financial Time” prevede la bella cifra di 51 miliardi di euro. Dall’Europa per ora sono stati promessi 768 milioni, un po’ pochino.

L’esperienza insegna che in questo tipo di opere i prezzi lievitano cammin facendo. La circonvallazione di Innsbruck è costata il 70% in più, i tunnel svizzeri il 35%. Più costano, più si allungano i cantieri. E più si allungano i cantieri, più costano. L’opera, se mai si farà, non vedrà la luce che dopo la metà del secolo.

Intanto al Brennero i Tir aumentano al ritmo del 10% all’anno.

  

“Mein Herr, ich habe Ihnen wenig zu sagen. Wie wir in diesen Tunnel geraten sind, weiß ich nicht, ich besitze dafür keine Erklärung.

Doch bitte ich Sie zu bedenken: wir bewegen uns auf Schienen, der Tunnel muss also irgendwohin führen.

Nichts beweist, dass am Tunnel etwas nicht in Ordnung ist, außer natürlich… dass er nicht aufhört“.*

(Friedrich Dürrenmatt, Tunnel)

*“Egregio signore, ho ben poco da dirle. Come siamo capitati in questo tunnel proprio non lo so, non saprei come giustificarlo. Ma la invito a riflettere: ci muoviamo su delle rotaie, il tunnel deve portare dunque da qualche parte. Nulla dimostra che nel tunnel vi sia qualcosa fuori posto, tranne naturalmente il fatto… che non finisce mai”.

Altre informazioni sull’argomento

BBT: Il film di ecoTV

Manifestazione degli studenti a Bolzano

Bolzano, 17 aprile 2008. Migliaia di ragazze e ragazzi delle scuole superiori di lingua tedesca di Bolzano (sporadiche le presenze italiane) sfilano per la città con tre precise richieste: che vengano aboliti gli esami di riparazione, che vengano aboliti i voti al di sotto del quattro, più peso a studenti e studentesse nella vita della scuola e nelle decisioni che li riguardano. Insomma: democrazia, democrazia e ancora democrazia. Nei giorni scorsi, l’intendente alla scuola tedesca aveva affermato che la manifestazione era illegittima.

Qui trovi altre informazioni in tedesco e un video della manifestazione.

Manifestazione studentesca a Bolzano

Bolzano, 17 aprile 2008. La polizia comunica che, al termine di un’indagine denominata “Odessa”, sono stati arrestati sedici giovani neonazisti nella zona di Merano e dintorni, tutti tra i 17 e i 27 anni, accusati di incitamento alla discriminazione, odio e violenza per motivi razziali, etnici e nazionali. Video della polizia (vedi qui) mostrano i loro rituali e la partecipazione a manifestazioni neonaziste in Germania. L’esistenza del gruppo e le sue gesta erano state denunciate da tempo dai giovani antifascisti di Merano.

La manifestazione dà gioia e fa sperare, gli arresti fanno disperare. La contemporaneità dei due fatti ci interroga. Quanto sono forti in Sudtirolo i valori della democrazia, dell’uguaglianza, e della convivenza? E quali spazi di partecipazione e libertà hanno i giovani?
Intanto, grazie alle ragazze e ai ragazzi della manifestazione. E grazie ai giovani antifascisti di Merano che per primi hanno lanciato l’allarme.

Tutti giovani. E gli adulti?

“E’ finita in Europa l’età dell’oro, E’ finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro.
I prezzi – il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari - invece di scendere, salgono. Low Cost può essere un viaggio di piacere, ma non la spesa al supermercato. Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene a costare assurdamente meno del necessario.
Ma questo è solo l’inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo.
Quando la storia compie una delle sue grandi svolte, quasi sempre ci troviamo davanti l’imprevedibile, l’irrazionale, l’oscuro, il violento e non sempre il bene.
Già altre volte il mondo è stato governato anche dai demoni”.(Giulio Tremonti, “La paura e la speranza”, marzo 2008).

Comincio con questa citazione del prossimo ministro del tesoro la riflessione sul perché “loro” hanno vinto. Perché erano più coscienti di noi della gravità della crisi che ciascuno già vive sulla sua pelle come oscuro presagio.
La gente non ha creduto al sogno kennediano di Veltroni, adatto all’America degli anni ’60 e non al mondo d’oggi. L’Arcobaleno giocava semplicemente un’altra partita, che non interessava a nessuno.
E ora? Non finirà qui.
Che succederà in autunno, nelle provinciali qui in Alto Adige-Südtirol?
La Svp va sotto il 45%, ma i voti vanno alla destra tedesca (Freiheitlichen = Lega). L’elettorato tedesco dei Verdi-Grüne-Verc si riversa in massa sul PD. Ma l’ottimo risultato del PD avrà futuro? La destra andrà al governo in Provincia?
Chi saranno da oggi in poi gli Hoffnungsträger, i portatori di speranza?

Ps: riporto le ricette di Tremonti, tanto per capire quel che ci aspetta:

“La nuova politica deve essere basata su un insieme di valori. Sette sono le parole chiave: valori, famiglia, identità, autorità, ordine, responsabilità, federalismo”

panorama bolzano

Virgl, Guntschna, Oswaldhang…

 

von Peter Ortner

(Heimatpflegeverband Südtirol).

 

   Die Natur- und Kulturlandschaft der Hänge um Bozen zieht nicht nur Naturliebhaber, sondern auch die Baulobby in ihren Bann.

   So soll der Virgl von einer Unternehmer-Seilschaft in eine “Erlebniswelt Thuniversum” verwandelt werden.

Laut Bozner Landschaftsplan ist der Virgl, abgesehen vom heutigen Bestand an Anlagen und Gebäuden, als Gebiet von besonderem land­schaftlichen Interesse geschützt. Außerdem hat der Gemeinderat von Bozen den gesamten Virgl, einschließlich der Gebäude, als Ensemble Nr. 73 unter Schutz gestellt.

   Zum Grieser Grünkeil gehören außer Moritzing die Porphyrhänge von Guntschna

   Dazu zählt auch der Schallbauerhof mit Stadel, den man vom Grieser Platz aus gut sehen kann. Von der Schallbau AG liegt bereits ein genehmigtes Projekt zum Neubau eines Wohnhauses und einer “Orangerie” vor.

Das ist der Start einer zu befürchtenden Zersiedelung der einzigartigen Kulturlandschaft von Guntschna. Es bleibt nur zu hoffen, dass die Bauern von Guntschna nicht in diese Richtung hin spekulieren.

   Auffal­lend ist, dass nach wie vor ein Gutachten des Landschaftsschutzes fehlt, das bei derart sensiblen Bauvorhaben auf jeden Fall angebracht ist.

Nicht nur am Virgl und Guntschnaberg, sondern auch am Oswaldhang lauern Spekulanten auf die passende Gelegenheit, neue Bauprojekte und eine entsprechende Zufahrt im Bereich der Promenade zu verwirklichen.

   Der Grüngürtel in Bozen wird nicht zuletzt durch die Aussiedlung der Grieser Kellerei nach Moritzing durchlöchert.

   Wo bleiben die Absichtserklärungen der offiziellen Politik, die Hänge um die Stadt halbwegs zu bewahren?

 

[Tageszeitung Dolomiten, Montag 14.04.2008]

Dopo l’Impero, Emmanuel Todd

Tra il 1990 e il 2000 il deficit commerciale americano è passato da 100 a 450 miliardi di dollari.. In questo inizio di terzo millennio, gli Stati uniti non possono più vivere della loro produzione. Se lo facessero, significherebbe un calo dal 15 al 20% del livello di vita della popolazione.

Sempre di più, il mondo produce per far consumare l’America. Quella nazione che era autonoma e iperproduttiva nell’immediato dopoguerra è diventata il cuore di un sistema con vocazione a consumare anziché a produrre.

Per riequilibrare i suoi conti esteri, l’America ha bisogno di un flusso continuo di capitali stranieri. Ma il denaro diretto verso gli Usa entra, letteralmente, in un miraggio. L’aumento della capitalizzazione di borsa, infatti, è completamente sproporzionato rispetto alla crescita concreta dell’economia americana e rappresenta soltanto un’inflazione dei ricchi.

Non sappiamo ancora come e a che ritmo gli investitori europei e asiatici si ritroveranno spennati, ma accadrà. La cosa più verosimile è un panico borsistico di ampiezza mai vista, seguito da un crollo del dollaro, concatenamento che metterebbe termine alo status economico imperiale degli Stati Uniti.

Tra il 1997 e il 1999 esplode il deficit commerciale. Tra il 1999 e il 2001 l’America inizia la sua rimilitarizzazione. Esiste un rapporto necessario tra la crescita della dipendenza economica e quella dell’apparato militare. Il nuovo sviluppo delle forze armate deriva da una presa di coscienza della crescente vulnerabilità economica degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti stanno diventando un problema per il mondo, che deve trovare strategie per gestire al meglio il declino dell’America.

Emmanuel Todd, 2003. Sociologo e demografo, ricercatore all’Institut National des études demographiques di Parigi.

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