Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 2 Luglio 2009

Il caso Egartner

I tre del cemento: Durnwalder, Egartner e Mussner

I tre del cemento: Durnwalder, Egartner e Mussner

IL CONSIGLIERE SVP CHRISTIAN EGARTNER ERA INELEGGIBILE, MA PER I POLITICI LE LEGGI NON SI APPLICANO. CON QUESTO ARGOMENTO UNA RISICATA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIO HA “GRAZIATO” IERI L’UOMO DELLA LOBBY DEL CEMENTO.

LA CRONACA DELLA GIORNATA: LA MIA RELAZIONE DI MINORANZA, GLI INTERVENTI, IL VOTO.

LA PARTITA, CHIUSA MALAMENTE IN CONSIGLIO, CONTINUA ORA IN TRIBUNALE.

Era prevedibile: una maggioranza formata dai 18 consiglieri Svp più il vicepresidente Tommasini (del Pd, la Repetto era in ferie) ha decretato l’eleggibilità di Christian Egartner, benché nessuno abbia contestato il fatto che egli si trovasse, al momento delle elezioni, in una delle situazioni di ineleggibilità previste dalla legge elettorale regionale: essere presidente e legale rappresentante di una società di capitali, la Conbau Srl, che ha ottenuto dalla Provincia due dei più grossi appalti di costruzioni stradali tuttora in corso: il tunnel di Laives (32 milioni di euro) e la variante di Ora (22 milioni).

Egartner era dunque ineleggibile, come già la FF aveva dimostrato nella sua storia di copertina  e nessuno l’ha potuto negare. Ma è stato “graziato” con argomenti che, in fondo, si riducono a uno solo: i politici sono al di sopra di ogni legge, perfino a quelle fatte da loro stessi. Cane non mangia cane, insomma. Vallo a raccontare ai comuni cittadini.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 19 Giugno 2009

La domenica delle salme

Dedico questo video a chi non ha ancora deciso che cosa fare per il referendum di domenica.

Il regista è Gabriele Salvatores, la canzone: “La domenica delle Salme” di Fabrizio De André. 

E’ scritta nel 1990, ma parla di oggi. O forse di domani.

Essendo una canzone difficilina, di seguito pubblico il testo.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 10 Giugno 2009

DOSSIER AEROPORTO

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ZITTA ZITTA, LA GIUNTA PROVINCIALE BUTTA ALTRI 5 MILIONI DI EURO NELL’AEROPORTO, MENTRE L’UNICA COMPAGNIA AEREA CHE LO USA – AIR ALPS - E’ SULL’ORLO DEL FALLIMENTO.

L’INVESTIMENTO “NASCOSTO” IL 25 MAGGIO SCORSO IN UNA DELIBERA DELLA GIUNTA PROVINCIALE CHE DURNWALDER SI E’ GUARDATO BENE DALL’ILLUSTRARE NELLA SUA TRADIZIONALE CONFERENZA STAMPA DEL LUNEDI’. ABD VIENE RILEVATA PER INTERO DALLA PROVINCIA E DIVENTA “SOCIETA’ IN-HOUSE”, UN TRUCCO PER CONTINARE A FINANZIARE L’AEROPORTO (GIA’ COSTATO OLTRE 30 MILIONI)  ED AGGIRARE IL REFERENDUM DEL 25 OTTOBRE.

Così ci riprovano, a prendere due piccioni con una fava: continuare a foraggiare coi soldi dei cittadini un aeroporto utile solo agli “amici degli amici” e cercare di aggirare il referendum mettendoci di fronte ai fatti compiuti. Noi Verdi abbiamo scoperto il raggiro e l’abbiamo denunmciato oggi pubblicamente. Qui sotto, trovate la sintesi degli avvenimenti e le nostre proposte alternative, contenute in una mozione presentata in Consiglio Provinciale. La Provincia non deve più investire nell’aeroporto e uscire subito dalla società aAir Alps. Da dicembre Roma sarà raggiungibile in treno in 4,5 ore. Questo è il collegamento veloce che ci serve, di voli ed aerei possiamo fare a meno.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 8 Giugno 2009

Green New Dany

DanielCohnBendit

L’EUROPA IMPAURITA VOTA A DESTRA, MENTRE SULL’ASSE FRANCO TEDESCO RINASCE LA SPERANZA VERDE.

MA CHE POLITICA FAREBBE UN DANIEL COHN-BENDIT IN SUDTIROLO? E IN ITALIA? UN COMMENTO A CALDO SULLE ELEZIONI.

1)    Il voto della paura e dell’insicurezza: gli europei hanno paura del futuro e di perdere il proprio status sociale e il proprio posto privilegiato nel contesto internazionale. La cirsi ha segnato il voto e farà sentire i suoi effetti ancora a lungo.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 7 Giugno 2009

Tagli bluff

cipputi politico

COSTI DELLA POLITICA: GLI ANNUNCI E LA REALTA’.

Dopo i tagli truffa proposti in Regione (la promessa riduzione dei costi della politica dal 20% trasformata dalla maggioranza in un misero 0,2%), la  “rinuncia volontaria” del 15% delle indennità di membri di giunta e presidenza del consiglio provinciale, sbandierata dalla magioranza Svp-Pd, è solo un bluff se non viene fissata per legge. Così com’è – e come la vogliono lasciare -potrebbe essere revocata con una telefonata. Cosa che potrebbe accadere presto.

Una storia poco chiara, piena di bugie e di annunci-farsa, su cui ho voluto vederci chiaro. Che cosa sono queste auto-riduzioni volontarie? Dove finiscono e soldi? Fino a quando dureranno? Ecco il risultato dell’inchiesta.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 4 Giugno 2009

Air Alps, l’ultimo volo

airalps

E’ il pomeriggio del 4 giugno, un giornalista economico mi chiama e mi legge il comunicato appena emesso dalla compagnia Air Alps. E’ in pratica l’annuncio della bancarotta: drastica riduzione dei servizi da ottobre, riduzione della flotta ai minimi,  85 licenziamenti su 142 addetti. E da ottobre buio pesto.

Solo il diritto societario austriaco consente di non mettere la società in amministrazione controllata, ma la situazione è di pre-liquidazione. Un disastro annunciato anche in questo blog (vedi: http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2009/04/18/disastro-air-alps/)  in cui denunciai in aprile lo sperpero di denaro pubblico e misi in guardia da ulteriori interventi della Provincia. Almeno questo è servito per evitare ulteriori disastri, come potete leggere qui sotto.

Ai giornali ho mandato la dichiarazione che segue. In coda, il drammatico comunicato della società austriaco-sudtirolese con partecipazione provincial-regionale (un imbarazzante 20%).

AIR ALPS, L’ULTIMO VOLO

Il comunicato dell’Air Alps Aviation conferma quanto già scoperto da noi Verdi di Bolzano con una serie di interrogazioni alla giunta provinciale e regionale all’inizio di quest’anno: i 5,9 milioni di euro investiti in tutto da Provincia (4,4) e Regione (1,5) si sono volatilizzati e la partecipazione non ha più alcun valore di mercato. Denaro pubblico gettato al vento, di cui il presidente della Provincia (Durnwalder) e della Regione (allora ancora Durnwalder) deve rendere conto ai cittadini.

Dal comunicato dell’azienda veniamo a sapere una notizia davvero allarmante: nel marzo-aprile 2009 la Provincia aveva dato “assicurazione di fornire un finanziamento ponte come sostegno pubblico alla tratta Bz-Roma” che avrebbe contribuito alla ipotizzata ricapitalizzazione di Air Alps. Questa ennesima ricapitalizzazione avrebbe gettato nel buco Air Alps nuovo denaro pubblico fresco.

Tale sperpero è stato scongiurato in aprile 2009 grazie alla nostra denuncia pubblica della situazione finanziariamente insostenibile di Air Alps e delle conseguenti perdite per l’ente pubblico, scoperte grazie alle nostre interrogazioni.  Continua a leggere…

Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 26 Maggio 2009

Il Renon contro la mega-centrale

pompaggio longomoso

Ieri il Vereinhaus di Lengmoos era pieno zeppo di persone (400 circa, una folla per un comune di 7.000 abitanti), assiepate perfino sulla balconata superiore, che alla fine hanno approvato una risoluzione che non lascia dubbi:

“Investitori privati vogliono realizzare profitti a scapito del bene pubblico. Rischi e disagi ambientali superano di gran lunga i vantaggi diretti e chiaramente riconoscibili. Per questo chiediamo con fermezza che il consiglio comunale si esprima contro la centrale di pompaggio sul Renon e si opponga attivamente anche a livello provinciale. Non abbiamo bisogno della Centrale di pompaggio sul Renon!”

Sulla base di questo testo è stata lanciata una petizione popolare che già alla fine dell’assemblea è stata sottoscritta da centinaia di persone. A guidare l’iniziativa, un comitato spontaneo di cittadini che si chiama “Bürger an Bürger“. Cittadini per i cittadini: il primo loro argomento è, infatti, la assoluta mancanza di informazione da parte di Comune e Provincia. Il secondo argomento: i rischi ambientali del progetto che mettono in pericolo una delle più belle zone naturali (ma anche turistiche) dell’Alto Adige, lungo quel sentiero dove cent’anni fa veniva a passeggiare Sigmund Freud.

LA RICHIESTA PIU’ IMPORTANTE: A DECIDERE SU UN’OPERA COSI’ GIRANTESCA E CHE RESTERA’ IN ETERNO DEVONO ESSERE LE CITTADINE E I CITTADINI DEL RENON.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 22 Maggio 2009

Pompieri incendiari

maroni+durnw

“Come ministro degli interni sono stato spinto a interessarmi del Sudtirolo per problemi di ordine pubblico. Ho già mandato una volta 600 poliziotti a Brunico, non vorrei doverne mandare 1200 la prossima volta”  (Dichiarazione di Roberto Maroni nell’incontro avuto con la delegazione dei Verdi)

Stupefacente. Nel giro di una settimana gli incendiari si sono trasformati in pompieri e i lupi in agnelli. Ora tutti vogliono essere per la pace e nessuno colpevole del conflitto. Ma è davvero così? E che diavolo è successo?

Non mi convince nessuna delle interpretazioni finora scritte, lette e ascoltate. Forse, da anime belle, ci siamo troppo concentrati sulla “crisi della convivenza” (che c’è), ma ci è sfuggito che era in corso un freddo gioco d’azzardo, ad alto rischio, cinico e calcolato. In cui c’è chi ha vinto e chi ha perso.

Vi propongo una mia personale lettura dei fatti. Chiedo pazienza, la questione è complicata.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 7 Maggio 2009

Freiheitskämpfer?

Steger, Oberleiter e Oberlechner: I "bravi ragazzi della Valle Aurina"

Valle Aurina: Steger, Oberleiter, Oberlechner

GLI ATTENTATORI PROMOSSI A COMBATTENTI PER LA LIBERTA’
NUOVA FRANA A DESTRA IN CONSIGLIO PROVINCIALE
LA SVP FA SUO IL LINGUAGGIO DEL DUO KNOLL-KLOTZ
IL SONNO DELLA COSCIENZA DEMOCRATICA GENERA MOSTRI
LA STORIA FINISCE IN PRIMA PAGINA SUL CORRIERE DELLA SERA
                                 
E’ successo ancora. Senza più anima né missione, la Svp deraglia paurosamente dalla linea dell’autonomia e della convivenza e rincorre la destra tedesca che risveglia le tossine etniche mai definitivamente eliminati dal corpaccione Volkspartei. Il partito non pare nemmeno più in grado di reggere sul piano del linguaggio e subisce i concetti, le parole, i simboli e l’egemonia culturale degli Schützen e del duo Knoll-Klotz.

Per delibera del Consiglio provinciale approvata a maggioranza, da ieri le persone condannate per gli attentati degli anni ’60 in Sudtirolo si chiamano ufficialmente “Freiheitskämpfer”, in italiano: Combattenti per la Libertà. E questo dieci giorni dopo che un esponente della stessa Svp e vicesindaco di Bolzano si è rifiutato di rendere onore ai veri “combattenti per la libertà”, i partigiani del 25 aprile 1945, e alle vere vittime delle dittature, gli internati dell’ex lager di via Resia.

La politica sembra non saper mettere un freno a questa deriva. Devono intervenire i giornali, deve intervenire il Dolomiten per dire che quel vicesindaco non è degno del suo incarico e in Austria e Germania per le sue affermazioni sarebbe stato accusato di violazione dei principi costituzionali. E deve intervenire il governo del Tirolo del Nord per dirci da Innsbruck: “non se ne parla nemmeno!” alla indecente proposta, approvata sempre in Consiglio Provinciale qualche settimana fa, di un’ Euregio solo tedesca, senza il Trentino.

La coscienza democratica sembra assopita. E il sonno della democrazia genera mostri.

Giorno dopo giorno, continua a venir infranto il limite della vergogna e della decenza, vengono riabilitate e nobilitate parole e concetti che fino a ieri un sano tabù democratico aveva relegato nella spazzature della storia. Fanno moda e vengono sanzionati da una maggioranza in consiglio linee e concezioni che rompono col solco dell’autonomia, che è stato seguito per 60 anni e ha pacificato questa terra.

Non si può, non si deve tacere.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 30 Aprile 2009

Sì Unesco: Rosengarten salvo

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Dolomiti patrimonio dell’umanità: il sì Unesco arriva prima degli speculatori

La corsa contro il tempo è vinta. Ora il Catinaccio è salvo davvero

Entro la prossima settimana lo IUCN (l’organismo tecnico dell’Unesco) presenterà ufficialmente il suo parere positivo sulla proclamazione delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità. L’arrivo del parere tecnico dell’ IUCN impone da subito una tutela assoluta delle Dolomiti: progetti come la nuova pista sotto la Roda de Vael, al Catinaccio/Rosengarten, sono definitivamente scongiurati.

E’ un grande successo per chi si è impegnato in questi mesi per salvare il Catinaccio/Rosengarten, innanzitutto nel comune di Nuova Levante (i consiglieri comunali Thomas Pardeller e Elvira Tschager, insieme a Norbert e Sigrid De Jori e tanti/e altri/e). Ed è – permettetemelo – una grande gioia per me: solo ora è chiaro quanto sia stata importante la mozione da me presentata (e approvata) in Consiglio provinciale un anno fa (vedi qui),  che bloccò il progetto della nuova pista sotto la Roda de Vael e ci consentì a guadagnare tempo fino all’arrivo – finalmente – della tutela integrale Unesco.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 29 Aprile 2009

Il limite della decenza

Olimpia Carpi, nata a Bolzano nel 1940, arrestata all'indomani dell'8 settembre 1943 e morta ad Auschwitz nel 1944

Olimpia Carpi, bambina ebrea nata a Bolzano nel 1940, arrestata all'indomani dell'8 settembre 1943 e morta ad Auschwitz nel 1944

ELLECOSTA NON PUO’ FARE IL VICESINDACO DI BOLZANO 

CONSIDERAZIONI SU UN CASO CHE NON È CHIUSO

E TRE EDITORIALI CHE HANNO RISVEGLIATO LE COSCIENZE

Ribadisco quel che ho detto in piazza il 25 aprile: non può fare il vicesindaco di una città d’Europa, e di una giunta di centro sinistra, chi rifiuta i valori della Resistenza e della Liberazione (quella vera), chi non guida il corteo a lui affidato sui luoghi della memoria, chi non si presenta al muro dell’ex Lager di Bolzano – parte integrante della macchina di sterminio nazista – per onorarne le vittime, chi giustifica queste sue scelte dicendo che il Sudtirolo fu liberato dai nazisti l’8 settembre 1943 (cui seguì il 9 settembre 1943, giorno in cui fu firmato l’ordine di arresto di tutti gli ebrei del Sudtirolo, che per primi in Italia finirono ai campi di sterminio).

Ellecosta può dire queste cose solo perché – paradosso per lui – il Sudtirolo è in Italia, paese che non ha mai davvero fatto i conti fino in fondo col passato fascista. In Germania ed Austria, per dichiarazioni simili, Ellecosta sarebbe finito sotto processo.

Mi dispiace per il mio sindaco, ma le dichiarazioni di Spagnolli di ieri (”per me non è mai esistito un caso Ellecosta”) e la sua fretta di chiudere la vicenda sono inadeguate alla gravità della situazione e non rispondono al giusto sdegno espresso dall’opinione pubblica. E’ il colmo che la politica sia in questo caso anni luce più arretrata degli organi di informazione, che in questi giorni tengono alta la guardia e segnalano con forza che in una terra come il Sudtirolo esistono limiti che non possono essere superati se non si vuole mettere a repentaglio la convivenza e la coscienza civile.

Penso in particolare a quanto pubblica in questi giorni il quotidiano Dolomiten e il suo Direttore Toni Ebner: loro – eredi di una famiglia di Dableiber – sanno bene quali conseguenze possa avere il veleno sparso da dichiarazioni come quelle di Ellecosta e quanto di “passato che non passa” si nasconda dietro certe frasi.

Dal 25 aprile a oggi Ellecosta ha piccatamente riconfermato le sue affermazioni, salvo piccoli spostamenti di accento. Ma la tecnica del lanciare il sasso e poi nascondere la mano è tipica di queste provocazioni: intanto, chi deve capire ha capito. Intanto, certe cose sono diventate di nuovo “salonfähig”, certe cose di cui finora ci si vergognava si possono di nuovo dire nei salotti buoni. Bisogna ristabilire il limite della decenza.

Per me Ellecosta ha finito di essere vicesindaco della mia città dalla mattina del 25 aprile 2009. E come me la pensa, sono sicuro, la maggioranza delle cittadine e dei cittadini di Bolzano, cui in questi giorni la stampa sia tedesca che italiana dà autorevolmente voce. Il caso non è chiuso. Chiedo al mio sindaco e alla mia amministrazione civica di trarne le conseguenze.

Pubblico di seguito, condividendoli interamente, gli editoriali di Toni Ebner sul Dolomiten e di Mauro Fattor e dello storico Andrea di Michele sull’Alto Adige

Prima però, voglio aggiungere un ultimo punto: esiste anche un “caso Brunico”.

Bisogna infatti interrompere la spirale di provocazioni e controprovocazioni che si è innestata da oltre un anno e che rischia di farci precipitare negli anni peggiori della nostra storia. Il modo in cui il Questore ha gestito la piazza di Brunico è assolutamente inaccettabile. Lo spiegamento di forze dell’ordine (600 uomini) e altre irritanti e inutili misure hanno assunto il sapore di una prova di forza con gli Schützen. Aver lasciato al gruppo Seppi di “onorare” il monumento, isolato dalla sera prima, ricorda i tempi in cui gli apparati dello stato usavano i fascisti come quinta colonna. Uno Stato democratico garantisce il diritto a manifestare e la democrazia e non si comporta come una banda contrapposta all’altra.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 24 Aprile 2009

Ebnercom, la scalata

 

Michl Ebner e Luis Durnwalder (foto: Leo Angerer)

Michl Ebner e Luis Durnwalder (foto: Leo Angerer)

BRENNERCOM, ENNESIMO REGALO ALL’ATHESIA.

MA L’AFFARE POTREBBE AVERE LE GAMBE CORTE.

 Sembra paradossale che proprio nel primo anno in cui Brennercom distribuisce dividendi (15 euro ad azione), la Provincia abbia ridotto del 22% la sua quota societaria (e dunque gli incassi in dividendo) a favore del gruppo Athesia, che oggi controlla 30,5% del pacchetto azionario e si appresta – con l’ulteriore acquisto del 7,5% dalla Cassa di Risparmio – a controllarne il 38%, avendo finalmente diritto a nominare un membro nel consiglio di amministrazione e insidiando la maggioranza relativa ancora in mano alla Provincia (42%). Gli altri soci: Raiffeisenverband col 10%, Solfin (comuni) col 4%, Autobrennero col 2,6%, Asm Bressanone col 1,8% e Karl Manfredi (che è amministratore delegato) con 0.5%.

Si conferma così l’allarme che da tempo ho lanciato ( vedi: Ebnercom).  La Provincia si è fatta carico degli investimenti e degli oneri necessari a far partire l’impresa e ora, quando la Brennercom comincia a dare profitti, cede le sue partecipazioni al gruppo Athesia, che riceve l’ennesimo regalo da Durnwalder.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 18 Aprile 2009

Disastro Air Alps

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SEI MILIONI DI DENARO PUBBLICO POLVERIZZATI IN UN MUCCHIO DI DEBITI

PERCHÉ  PROVINCIA E REGIONE DEVONO USCIRE IMMEDIATAMENTE DALLA COMPAGNIA AEREA PRIVATA AIR ALPS

 Un calo del 30% dei passeggeri, la cassa integrazione per 120 dipendenti, un aumento di capitale di 5 milioni per coprire l’insanabile deficit, la possibile eliminazione del volo Bolzano-Roma, l’acquisto di 4 nuovi Atr. Motivi sufficienti per tempestare la Giunta provinciale e regionale di interrogazioni sul destino della compagnia aerea privata con (illegittima e insensata) partecipazione pubblica.

Adesso le risposte sono arrivate e confermano la catastrofe finanziaria causata al patrimonio pubblico dalla partecipazione alla compagnia Air Alps.  Il capitale investito da Provincia e Regione (quando presidente di turno era Durnwalder) ha subito enormi perdite di valore. Quale famiglia, quale impresa, quale banca potrebbe permettersi di gettare dalla finestra spensieratamente tanto denaro? Ma si sa, gli assessori non investono di tasca propria, ma dalle tasche di cittadini e cittadine. Mettendo insieme le risposte, il quadro che viene fuori è desolante. Eccolo…

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 15 Aprile 2009

Togliere ai ricchi

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COSTI DELLA POLITICA: VIA LIBERA AL TAGLIO DELLE SPESE ELETTORALI

SECONDO SUCCESSO IN CONSIGLIO PROVINCIALE, APPROVATO DISEGNO DI LEGGE DEI VERDI

Il disegno di legge dei Verdi approvato da un’inedita maggioranza trasversale nella prima commissione legislativa del Consiglio provinciale. Tra un mese la discussione sugli articoli.

Finalmente in Consiglio provinciale si formano maggioranze inedite disposte a intervenire seriamente sulla limitazione dei costi della politica a cominciare da quelli che trascinano tutti gli altri: le spese faraoniche per le campagne elettorali.

La Prima Commissione legislativa ha discusso oggi il disegno di legge dei Verdi nr. 15/09 su “Limitazione, pubblicità e controllo delle spese elettorali” e alla fine ha approvato il suo passaggio alla discussione articolo per articolo (cosa più unica che rara per le proposte delle opposizioni) con 6 voti a favore, un astenuto e un voto contrario. (QUI TROVI IL TESTO DELLA LEGGE E QUI LA MIA RELAZIONE COME PRESENTATORE

A favore della legge hanno votato tre rappresentanti della minoranza (Ulli Mair, Eva Klotz, Alessandro Urzì) e tre della maggioranza, tutti della Svp (Arnold Schuler, Veronica Stirner Brantsch e Josef Noggler). Il capogruppo Svp Elmar Pichler Rolle si è astenuto e il consigliere Svp Georg Pardeller ha votato contro.

Il dibattito in commissione è stato davvero interessante. I rappresentanti della Svp erano visibilmente provati dal casino di questi giorni, nel partito e fuori, sui costi della loro politica, sul debito della campagna elettorale, sul deficit salito oltre ogni previsione, sul trionfo elettorale di “quelli col portafoglio pieno”, della defenestrazione dell’Obmann causa rischio insolvibilità Svp e fallimento finanziario del partito. E così si sono buttati nel dibattito a cuore aperto.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 30 Marzo 2009

Renon: acqua o atomo?

Dietro l'idroelettrico: carbone e nucleare?

Dietro l'idroelettrico: carbone e nucleare?

Produce meno energia di quanta ne consuma. Per funzionare userà elettricità da carbone e nucleare. Per realizzarla, verranno scavati 2,4 milioni di metri cubi di roccia. E il conto finanziario, alla fine, potrebbe finire in rosso.

Tutti i segreti del progetto di “centrale a pompaggio” del Renon. Un gigante dai piedi d’argilla, che serve alla mega-società elettrica “Kelag” (Carinzia) per fare il suo ingresso in  Sudtirolo.

Ma che senso ha una centrale elettrica che consuma più energia di quanto ne produce? La domanda sorge spontanea quando si fa il primo incontro col progetto della gigantesca “Centrale elettrica di pompaggio” progettata sul Renon. La prima di questo genere non solo in Sudtirolo, ma in tutta Italia. Bisogna darsi molto da fare, informarsi in Austria e Svizzera, per trovare impianti analoghi e saperne molto, molto di più. Questi sono i risultti della mia inchiesta.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 24 Marzo 2009

La paura, cattiva consigliera

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SE MI CHIAMANO A DISCUTERE, IO CI VADO.

PER DIMOSTRARE CHE L’AUTODETERMINAZIONE NON È SOLO QUELLA DEGLI SCHÜTZEN, CHE L’AUTONOMIA È STATA UNA FORMA PACIFICA E INTELLIGENTE DI SELBSTBESTIMMUNG E SOPRATTUTTO CHE IL FUTURO È L’EUROPA, NON LO STATERELLO DEL SUDTIROLO

RISPOSTA A FLORIAN KRONBICHLER.

Io non ho paura. Non ho paura delle parole, neppure della parola “autodeterminazione”, che solo nella repubblichetta del Sudtirolo equivale al nazionalismo bonsai di Eva Klotz e compagnia. Altrove, dalle tribù dell’Amazzonia al movimento femminista, autodeterminazione vuol dire libertà di disporre di sé e delle proprie risorse, un principio democratico di cui pretendo di riappropriarmi, liberandolo dalla gabbia etnica in cui l’hanno rinchiuso gli Schützen e le loro vivandiere.

E se per Florian Kronbichler questo vuol dire frequentare cattive compagnie e traviare i giovani (verdi), io vorrei chiedere a Florian Kronbichler, e a tutti i sudtirolesi miei fratelli negli ideali, perché dopo 60 anni di battaglie democratiche non siamo riusciti ad estirpare dal mondo di lingua tedesca il sogno di uno staterello indipendente del Sudtirolo, tanto che ad esso si aggrappano alla cieca anche diversi esponenti di una Svp in crisi d’identità.

Non mi rassegno al fatto che la destra tedesca prenda i voti di un terzo dei sudtirolesi e che la balena Svp le vada dietro. Voglio provare a demolire il consenso di cui attualmente gode e questo si fa non con gli anatemi, ma con gli argomenti, di cui non ho paura.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 23 Marzo 2009

Cattive compagnie

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SELBSTBESTIMMUNG: I VERDI NON SE LA DEVONO PRENDERE CON I PROPRI GIOVANI, MA COL LORO CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO PROVINCIALE, RICCARDO DELLO SBARBA. CIOE’ CON SE STESSI.

di FLORIAN KRONBICHLER

Oggi mi devo far violenza. Per principio trovo repellente occuparmi di Selbstbe­stimmung, concetto di cui «autodeter­minazione» è una traduzione eufemi­stica. Parlarne mi riporta in mente il monito di Karl Kraus a proposito delle barzellette antigiu­daiche: «Chi ride è già d’accordo». Chi eleva la «Selbstbesiimmung» a oggetto del dibattito poli­tico dev’essere consapevole di essere identificato o almeno messo in compagnia con chi del tema è titolare, ossia la destra sudtirolese, pantirolese e fondamentalmente antiautonomista. Condivi­do in pieno l’analisi di Toni Visentini (sul Corriere dell’Alto Adige, ndr) sulla nostal­gia di Selbstbestimmung in atto.

Allora, perché ci ritorno sopra? È  vero, è già sta­to detto tutto, ma non su tutti. Mi rivolgo ai so­gnatori della Selbstbestimmung dell’ultima ora, i Verdi. Proprio in quella parte dell’universo politi­co – che meno si riteneva esposta al rischio di contagio – ora divampa la discussione, e se ne discute in modo non onesto. I Verdi, con un co­municato dal loro quartiere generale, si sono dis­sociati da una presa di posizione fondamental­mente pro-Selbstbestimmung della propria orga­nizzazione giovanile. È un atto ipocrita oltre che ingeneroso. I giovani Verdi sono un fantasma, non esistono, e dissociarsi da essi è come basto­nare il sacco quando si intende l’asino. I Verdi, se vogliono essere credibili, si devono confrontare con il loro capogruppo in Consiglio provinciale, Riccardo Dello Sbarba, cioè con se stessi.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 17 Marzo 2009

Dossier Carezza

"Pista al confine del bosco". In rosso, le nuove proposte. In viola, la parte eliminata

"Pista portata al confine del bosco". In rosso, il nuovo tracciato dedotto dalle dichiarazioni fatte all'assemblea di Nuova Levante. In viola, la parte eliminata del vecchio progetto. In giallo, la linea in sostituzione degli impianti esistenti

LE MILLE FIRME CONTRO IL CAMPEGGIO, LA DELIBERA FANTASMA, I NUOVI PROGETTI DELLA “LATERMAR CAREZZA SRL”, UNA CALDA ASSEMBLEA POPOLARE A NUOVA LEVANTE.

GRANDI MANOVRE ALL’OMBRA DEL ROSENGARTEN, MENTRE PER  IL RICONOSCIMENTO UNESCO E’ COMINCIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA. DATE, IMPEGNI E CONSEGUENZE.

Torniamo coi piedi per terra, cioè sul territorio. E riparliamo del Catinaccio-Rosengarten, di come salvare la più bella montagna del Sudtirolo, della candidatura delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità e delle manovre in corso sul territorio di Carezza. Le novità sono parecchie: le 1000 firme contro il progetto di campeggio, un’ importante assemblea popolare a Nuova Levante e i tempi del progetto Unesco.

IL CAMPEGGIO. E’ giovedì 12 marzo, intorno a mezzogiorno. Con Corrado Pasquali dell’associazione “Amici di Carezza”, che ha raccolto le 1000 firme, Silvia Biasin del Fai (Fondo ambiente italiano), Umberto Tecchiati di “Italia Nostra” e Alberto Filippi di “Asterisco” saliamo all’assessorato all’ambiente.

Le firme sono state raccolte contro la delibera 56, approvata dal consiglio comunale di Nuova Levante il 14 febbraio 2008, che prevede il cambio di destinazione d’uso da “bosco e verde alpino” a “zona per attrezzature turistiche – campeggio”, con l’intenzione di realizzare un camping di 12.830 m2 accanto al maso Angerle. Per intenderci, è quella bella e incontaminata area alle spalle del villaggio di Carezza.

camping-welschnofen

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 12 Marzo 2009

Tagli alla casta: vittoria!

stupore

Racconto quanto accaduto oggi in Consiglio provinciale pubblicando il comunicato che ho appena mandato ai giornali (in coda riassunto in tedesco e documentazione bilingue).

COSTI DELLA POLITICA: GLI ALTRI PARLANO, NOI AGIAMO!

Storico avvenimento: La prima commissione legislativa del Consiglio provinciale approva la legge dei Verdi che vieta il cumulo tra pensione da ex consigliere, ex parlamentare italiano ed europeo e altri redditi derivanti da nomine politiche (addio doppio stipendio a Hosp e altre decine di ex consiglieri e parlamentari sistemati in Cda e altro!).

Vietati anche  gli incarichi di consulenza (povero avvocato Ritz e altre decine di avvocati, architetti, esperti vari!).

Eliminato un assurdo privilegio.

Dopo tante chiacchiere, è il primo passo concreto per tagliare i privilegi e restituire credibilità alla politica.

Per la prima volta in 60 anni di storia del consiglio provinciale passa una legge dell’opposizione.

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Inserito da: Riccardo Dello Sbarba | 9 Marzo 2009

Italia

berlusconi

Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: “Il più caro amico di uno dei leaders che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l’uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell’ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato: uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l’opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la giuda ad un uomo della ex Democrazia Cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l’eredità fu soprattutto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura”. (Da L’Internazionale, 784/2009)

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